Sala gremita e partecipata ad un convegno che ha toccato nervi scoperti di un sistema inefficiente che non tutela e mina la sicurezza sociale.

Il convegno organizzato dal senatore Manfredi Potenti al Cisternino di Città
LIVORNO – È stato un dibattito corale che la Lega a Livorno ha organizzato sul tema giustizia e sanità. Il convegno, organizzato dal senatore cecinese della Lega Manfredi Potenti, per ieri alle 16 al Cisternino di Città avente come tema la psichiatria e la sicurezza, con riferimento alla gestione dei soggetti psichiatrici autori di aggressioni dopo la chiusura degli Opg, e degli ospedali psichiatrico giudiziari. Il dibattito ha galvanizzato la platea e suscitato molte domande.

La locandina che promuove l’iniziativa e che ha creato disappunto in area di sinistra, viene spiegata dal senatore. Il post riporta sotto al titolo le immagini di una lama macchiata di sangue, tratta da una immagine di un articolo de ‘Il Tirreno’ e poi il frame di due sagome in colluttazione, estratto dalla registrazione di un sistema di videosorveglianza della stazione di Roma che aveva ripreso la scena di un’aggressione. Il fondo rosso è strettamente coerente al tema descritto. Evidentemente la sinistra chiude gli occhi e le orecchie su un fenomeno sociale che implica la tenuta della sicurezza collettiva. Derubricando e non percependo i fatti che macchiano Livorno, non ultimi i due episodi in via Grande, a pochi passi dal Municipio.
Al convegno, oltre al senatore Manfredi Potenti hanno preso parte il consigliere comunale livornese Andrea Romiti, ex capogruppo di Fratelli d’Italia e membro direttivo provinciale della Polizia di Stato, Giovanni Schiavone, segretario generale del sindacato di Polizia Penitenziaria, lo psichiatra di La Spezia Maurizio Pieri, l’avvocato cassazionista Renato Luparini e il funzionario Marco Bitossi, addetto agli uffici del Magistrato dorveglianza. Il convegno avviene a neanche un anno dal barbaro omicidio della psichiatra pisana di 55 anni Barbara Capovani il 23 aprile dell’anno scorso per mano del suo ex paziente, il 35 enne Gianluca Paul Seung di Torre del Lago.
Nella nota di presentazione dell’evento il senatore Manfredi Potenti precisa: “ È una occasione per descrivere dalla viva voce degli esperti, le difficoltà scaturite dopo la chiusura degli ospedali psichiatrico giudiziari, una scelta ideologica cui non ha fatto seguito l’adeguato sviluppo di norme e strutture medico sanitarie di contenimento, idoneo a prevenire fatti delittuosi ed evitare il troppo frequente ricorso al carcere”.
Il direttore del carcere di Livorno, Giuseppe Renna, a proposito della situazione carceraria lancia un allarme su un “Aumento dei casi di aggressione nelle carceri e di tossicofili. È un problema serio e lo dobbiamo affrontare”.
I problemi vengono evidenziati da
Giovanni Schiavone nelle sfide che la Polizia incontra nei casi di detenuti affetti da patologie psichiatriche.
Confinati nelle carceri sono 60 mila con una media di 4000 ingressi annui. Manifesta la difficoltà ad affrontare casi psichiatrici. La chiusura degli ospedali psichiatrici è stato.un danno. Le Rems sono insufficienti con 632 sedi ma le cui cure non sono per tutti. Il fenomeno mostra un fallimento di un sistema che espone il personale al rischio. Condotte colpose che possono creare dinamiche di responsabilità di azioni laddove si sbaglia. La Polizia Penitenziaria ha bisogno di risposte. “Chi non può essere curato non può stare in carcere”.
E aggiunge: “A Livorno aprono un nuovo reparto con 400 detenuti ma servono le unità di servizio. Agenti lavorano per 3, 4 unità e non ce la fanno a sopportare carichi di lavoro di soggetti psichiatrici. La sicurezza nelle carceri è fondamentale. Ci sono delinquenti nelle carceri. Non si può andare avanti così. I casi più cruenti sono psichiatrici. La legge danneggia il malato psichiatrico”.
Il Teser rappresenta un ottimo aiuto per fermare un soggetto pericoloso. Come si fa a fermare una persona che ha bisogno di essere fermato? Questi casi arrivano ad uccidere altre persone. Non ultimo il problema dei clandestini e malati psichiatrici
“È stato toccante sentire i servizi di intervento operativo. I primi contatti con un soggetto psichiatrico sono i servizi di intervento- rilancia l’Ispettore di Polizia Andrea Romiti-
La situazione delle strade per una visione distorta e utopica della sinistra è pericolosa. Affrontiamo casi violenti. Non ultimo i due omicidi a Pisa effettuati da due soggetti psichiatrici. Uccisioni eseguite in modo terribile”.
Maurizio Pieri, psichiatra, snocciola alcuni dati: 40mila detenuti italiani e 20mila stranieri. Gli italiani su una percentuale di 60 milioni. Metà straniera in percentuale su 3milioni stranieri in Italia. Commettono 8 volte i reati rispetto a italiani.
Urgente, contenere il fenomeno. Problema è la legge 180. Errore è la lettura che si fa della malattia mentale. “È una sofferenza morale che rilegge la realtà distorta e da lì che parte il delirio per difendersi. La 180 ha cancellato la tutela mentale. La Psichiatria interviene solo di fronte a un pericolo immanente. Il Tso può essere rinnovato per due settimane. Ci sono i farmaci che hanno effetto sedativo. Il reparto è piccolo, massimo 15 posti e puoi trattenere un paziente per poco tempo”.La Sanità non ha strumenti per curare lo psicotico. Cosa si può fare? “Vincolare il curante a un sistema di tutela. Creare protocolli operativi tra Sicurezza Pubblica e Psichiatria. Quando arriva un segnale di infermità mentale la Task Force mette a servizio le proprie competenze in un percorso di assunzione di responsabilità a garanzia del soggetto che deve essere protetto“.
Marco Bitossi operatore giudiziario addetto al Magistrato di Sorveglianza su pena detentiva
Renato Luparini, avvocato Cassazione
In chiusura del convegno, la nota del senatore Manfredi Potenti
Manfredi Potenti rappresenta la situazione che si è determinata: “La chiusura degli Opg è iniziata a partire dal 2013 in seguito al Decreto Legge emanato nel 2011 ma nonostante questo ne restano ancora quattro aperti in Italia, di cui uno in Toscana a Montelupo Fiorentino con 40 internati e gli altri tre a Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia (26), Reggio Emilia (6) e Aversa in provincia di Caserta (18). Gli Opg sono stati sostituiti dallo stato italiano dalle strutture denominate Rems (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) che sono presenti sul territorio nazionale ad oggi, nel numero di 632. I Rems sono diventate le strutture sanitarie adibite all’accoglienza di autori di reato ritenuti infermi o seminfermi di mente, nonché socialmente pericolosi alla luce dei criteri delineati dall’articolo 133 del Codice Penale ed hanno una funzione più terapeutica e riabilitava rispetto agli Opg, i quali denunciavano criticità rispetto anche alla durata della pena, fino all’abbandono per tutta la vita, tristemente ribattezzato “ergastolo bianco”.
