Assegno d’inclusione, da 450mila nuclei le domande all’Inps

di Giorgio Pogliotti, Claudio Tucci

Per le domande presentate dopo il 7 gennaio ed entro il 31 gennaio, con Pad sottoscritto entro il 31 gennaio 2024 ed esito positivo dell’istruttoria, il pagamento di gennaio verrà disposto dal 15 febbraio

Sono 450mila i nuclei familiari che hanno inviato all’Inps la domanda per ottenere l’assegno di inclusione (Adi), lo strumento di contrasto alla povertà che dal 1° gennaio ha sostituito il Reddito di cittadinanza (il 90% sono ex percettori) , insieme al Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) che è decollato lo scorso 1° settembre. Il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha anticipato allo scorso 18 dicembre l’avvio delle richieste per ottenere l’Adi con l’obiettivo di assicurare i primi pagamenti già dal 26 gennaio.

La domanda può essere presentata direttamente sul sito dell’Inps, oppure con l’ausilio dei Patronati e dal 1° gennaio anche attraverso i Caf. Per poter accedere al beneficio – destinato a nuclei familiari che abbiano al loro interno almeno una persona minorenne, con più di 60 anni, con disabilità o seguita dai servizi socio sanitari perché in condizione di grave svantaggio – è necessario presentare la domanda, effettuare l’iscrizione al Sistema informativo di inclusione sociale e lavorativa (Siisl) e sottoscrivere il Patto di attivazione digitale del nucleo familiare.

Che cosa cambia rispetto al reddito di cittadinanza

A differenza del Reddito di cittadinanza, i controlli vengono fatti ex ante, dunque una volta presentata la domanda scattano le verifiche istruttorie dell’Inps per poter disporre i primi pagamenti. Per le istanze presentate entro il 7 gennaio 2024, con il Patto di attivazione digitale (Pad) sottoscritto entro la stessa data se l’istruttoria ha avuto esito positivo i pagamenti verranno disposti dal 26 gennaio 2024. Per le domande presentate dopo il 7 gennaio ed entro il 31 gennaio, con Pad sottoscritto entro il 31 gennaio 2024 ed esito positivo dell’istruttoria, il pagamento di gennaio verrà disposto dal 15 febbraio, mentre dal 27 febbraio verrà pagato l’importo del mese corrente (febbraio). Il pagamento, sebbene avviato a febbraio, prevederà il riconoscimento anche della mensilità di gennaio. Per le domande presentate da febbraio (e nei mesi successivi), il primo pagamento verrà disposto dal 15 del mese successivo a quello di sottoscrizione del Pad, i successivi pagamenti verranno disposti il giorno 27 del mese di competenza.

23 gennaio 2024Accedi e personalizza la tua esperienza

L’indennità erogata attraverso la Carta di Inclusione ha un importo massimo annuo di 6mila euro (500 euro al mese), incrementabile in base alla composizione del nucleo familiare e alle necessità abitative (fino ad altri 3.360 euro l’anno, 280 al mese) per una durata di 18 mesi, rinnovabili di volta in volta per 12 mesi dopo un mese di sospensione.

I beneficiari

La platea potenziale della misura, come anticipato a dicembre dal nostro giornale, è di 377.400 nuclei. Con la conversione in legge del Dl 48/23 c’è stato anche un ampliamento della platea originaria di circa 120mila nuclei, perché agli ex beneficiari del Reddito di cittadinanza si aggiungono i nuclei che hanno componenti svantaggiati, inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali.

Una volta presentata la domanda, i dati del nucleo verranno trasmessi dall’Inps ai Servizi sociali per la convocazione per il primo appuntamento entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Pad. Poi i nuclei familiari beneficiari dell’Adi dovranno presentarsi presso i Servizi sociali o presso i Centri per l’impiego (se nel frattempo saranno considerati “attivabili al lavoro”) ogni 90 giorni per attestare la prosecuzione del percorso di inclusione sociale e lavorativa. In caso contrario il beneficio verrà sospeso.

Per ottenere il riconoscimento dell’Adi bisogna avere un’attestazione dell’Isee valida al momento della presentazione della domanda. Per le domande presentate fino a febbraio 2024, se non si dispone di un Isee in corso di validità, la verifica dei requisiti ai fini dell’erogazione nei mesi di gennaio e febbraio 2024, si basa sull’Isee valido al 31 dicembre 2023. Da marzo, però, sarà necessario avere un Isee in corso di validità per i mesi successivi per continuare a ricevere il beneficio, o la domanda sarà sospesa.