Lo sdegno che fa da eco alle reazioni e commenti per l’ipotesi dolosa degli eventi e disagi che i siciliani stanno affrontando in queste ore non lascia spazio ad una veloce risoluzione. Le circostanze sono complicate.

Le reazioni dal mondo politico e di categoria

È da stanotte che siamo in contatto con i vigili del fuoco con i sindaci con i governatori. C’è il problema fuoco in Sicilia con l’aeroporto di Palermo che spero possa tornare operativo nell’arco della mattinata, con aeroporto di Catania che viaggia al 40%. Ho convocato una riunione oggi pomeriggio per accelerare il ritorno alla normalità”. Lo afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini,
a margine dell’evento su progetti e grandi opere “L’Italia dei Sì. 2023-2032”.
Desidero ringraziare i vigili del fuoco, gli addetti della protezione civile, gli agenti del Corpo forestale e i forestali per lo spirito di sacrificio e il senso del dovere con cui stanno affrontando una delle giornate più difficili degli ultimi decenni per la nostra regione”. Lo dice l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino. “Una tempesta perfetta – prosegue – si sta abbattendo sulla Sicilia in questi giorni. Una combinazione di eventi naturali estremi, che purtroppo non possono essere più considerati delle eccezioni, e atti criminali che potrebbero essere stati compiuti dai piromani. Ci sono responsabilità che andranno approfondite anche per i blackout elettrici che hanno messo in ginocchio soprattutto la città e la provincia di Catania”.
Criminali che non meritano alcuna clemenza. Il giorno e la notte appena trascorsi passeranno alla storia come fra i più terribili: gente spaventata ed evacuata, case in fiamme, ettari di alberi e macchia mediterranea in fumo. San Martino delle Scale, Monte Caputo, Capo Gallo, La Moarda, Altofonte, Cinisi, un bollettino di guerra causato dal dolo dall’azione umana. I soccorritori, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale della Regione, volontari della Protezione Civile hanno lavorato con temperature proibitive e pericolose per la salute umana, hanno messo a rischio la loro vita in una lotta impari in cui le fiamme alimentate dal vento di scirocco, con temperature sahariane, hanno travolto tutto ciò che incontravano. Chi ha causato tutto ciò non può restare impunito.
“Ai tanti uomini dei Vigili del Fuoco e degli altri enti ed istituzioni che in queste ore stanno compiendo il massimo sforzo per limitare i danni e mettere al sicuro i cittadini va il nostro pieno apprezzamento e ringraziamento. Ma chiediamo al presidente della Regione Renato Schifani di riferire in aula su quello che sta succedendo: vogliamo sapere cosa è stato fatto ma soprattutto cosa, evidentemente, non è stato fatto per prevenire tutto questo e comunque per mettere le squadre operative nelle condizioni di affrontare nel modo migliore i roghi che stanno devastando il nostro territorio e che in molti casi hanno raggiunto centri abitati”. Lo dice Michele Catanzaro, Capogruppo PD.
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Solidarietà e vicinanza alla mia Regione, la Sicilia. Il governatore Renato Schifani insieme alla sua squadra sta seguendo l’evolversi di questa emergenza e sta mettendo in campo ogni iniziativa possibile per arginare le fiamme e garantire la sicurezza dei cittadini. Situazioni di criticità si registrano a Sferracavallo, Mondello, Capo Gallo, Monreale e San Martino delle Scale. Tanti interventi anche a Messina, nelle località di Curcuraci, Tono e Faro Superiore. Il governo è vicino alla Sicilia ed è pronto ad aiutare concretamente l’isola in questo momento complicato. La stragrande maggioranza dei roghi è, come sempre, di origine dolosa. Occorre lavorare per individuare I responsabili e per punirli in modo esemplare. Chi devasta in maniera così stupida l’ambiente non merita alcuna attenuante”. Lo afferma in una nota Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata siciliana di Forza Italia.
“In questi giorni di grande paura e difficoltà per la Sicilia sono in costante contatto con i ministeri dell’Interno, della Difesa e con il Dipartimento della Protezione Civile per garantire che sia fatto tutto ciò che è necessario per ricondurre, nel più breve tempo possibile, la situazione alla normalità sulla mia amata isola”. Lo dichiara Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e parlamentare di Forza Italia, a margine della cerimonia del Ventaglio in corso a Montecitorio.
“Una catastrofe senza precedenti con un danno ambientale incalcolabile. Non è più possibile affrontare la criminalità, condizioni meteorologiche estreme, e la destrutturazione del sistema antincendio in questo modo. A ciò si associa un’evidente follia dei piromani che minaccia tutti”. Lo afferma Coldiretti Sicilia che sta monitorando in tutta l’Isola una situazione tragica con migliaia di ettari bruciati, polmoni verdi distrutti, case rovinate, produzioni danneggiate. Un calcolo che già ammonta a vari milioni di euro ma che di fatto non è quantificabile anche per le evidenti conseguenze che tutta la Regione avrà.
Ogni anno – afferma Coldiretti Sicilia – è sempre peggio perché evidentemente manca un piano strategico che salvaguardi l’Isola.

Vanno migliorata le relazioni tra le istituzioni, Il rimboschimento con un controllo continuo dei boschi, la riattivazione dei bacini di montagna, la riabilitazione delle strutture di vedetta che ormai sono abbandonate, il potenziamento di uomini e mezzi non solo dei vigili del fuoco ma anche della protezione civile e di tutte le forze dell’ordine anche in zone periferiche sono degli interventi necessari insieme all’inasprimento delle pene per chi, approfittando del caldo eccessivo, dà fuoco.
Ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi bruciati con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo – conclude Coldiretti Sicilia – con effetti devastanti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità”.