Oggi a Collesalvetti l’inaugurazione della sede operativa del Distretto Rurale Terre pisano livornesi, che ha ottenuto un anno fa il riconoscimento dalla Regione Toscana.
by Laura Petreccia, Vito Capogna

Al taglio del nastro e all’incontro pubblico “I Distretti rurali e biologici nella nuova programmazione regionale dello sviluppo rurale 2023/2027” ha partecipato Stefania Saccardi, vicepresidente della Giunta Regionale Toscana con delega all’agroalimentare.
Sono intervenuti inoltre: Adelio Antolini, sindaco di Collesalvetti; Francesco Bertanzon, presidente del Distretto rurale Terre Pisano Livornesi; Giacomo Sanavio, di GreenGea snc, progettista del Distretto; i sindaci e gli amministratori degli altri Comuni che fanno parte del distretto, ovvero Cascina, Castellina Marittima, Fauglia, Orciano Pisano, Santa Luce; i presidenti e i rappresentanti delle organizzazioni di categoria Cia Etruria; Coldiretti Pisa-Livorno; Confagricoltura Pisa -Livorno, Cna Pisa.
Comune di Cascina Comune Santa Luce Comune di Fauglia Comune di Castellina Marittima CIA Etruria Coldiretti Pisa-Livorno Confagricoltura Toscana CNA Pisa
I Cavalieri Ereditari di Santa Giulia in Livorno, il Dipartimento Agricoltura Regione Toscana, Lega per Salvini Premier.

In questo primo anno di attività il Distretto ha partecipato con successo a due bandi, il primo del PSR e il secondo alla presentazione di progetti su ‘Piattaforma digitale per la promozione dei prodotti”.
La giornata è stata iniziata con la presentazione della sede, in piazza Repubblica e, successivamente, il resoconto del primo anno di attività presso la bellissima scenografia di Lago Alberto a Guasticce, dell’Arena Licia, ospiti di Sabina Vitarelli e Davide Valeri.
L’assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Stefania Saccardi ha precisato di quanto “il ruolo dei distretti abbia bisogno di un passaggio riconosciuto per accesso a finanziamenti, strettamente collegati al territorio e all’ impresa”. “Studiare insieme forme di sostegno alla funzionalità dei distretti e che- il riconoscimento del distretto biologico e del distretto rurale può offrire ai comuni un tavolo discussione integrato con le imprese. Un supporto cruciale per fare penetrare in Regione le politiche significative.
Saccardi spiega che: “La programmazione 2023-27 per i progetti integrati del territorio per rispondere a sfide come ambiente, paesaggio, innovazione energetica stringe tempi che avrebbero bisogno di un respiro più ampio”.
Una tematica trasversale che accomuna la riflessione è l’assenza di normativa che regolamenta lo sviluppo delle rinnovabili che sostituiscono le energie fossili. Assistiamo ad un “Fiorire di pannelli fotovoltaici o rotovoltaicj ma, sarebbe opportuno insediarli dove è necessario”.
” È prioritario saper programmare in modo razionale che valorizzi le risorse in campo, che tuteli suolo agricolo anche in funzione del nostro paesaggio”.

Tra le finalità che si è posto il Distretto,spiccano le tematiche dell’ambiente e la conservazione della biodiversità; di salvaguardare e valorizzare il paesaggio e le aree protette; di promuovere le forme di turismo sostenibile; di favorire la conversione al metodo biologico delle aziende agricole e agro-alimentari; di valorizzare e salvaguardare le produzioni tipiche.
Ma cosa mette insieme un Distretto?
Il Distretto mette insieme i valori della tradizione, del turismo e dell’agricoltura come luogo identitario di offerta e produzione, di ascolto di istanze del territorio e traduzione in azioni politiche.
Una direzione importante su cui investire che nel contempo aiuta l’azienda agricola.
La programmazione ridotta, il rendicontare in tempi rapidi rende i progetti di distretto complessi da approvare.
L’ intuizione è il ripensare una misura che tenga dentro le varie esigenze da integrare.
A partire dai temi ambientali, della diversità, del paesaggio riuscire prima a capire per mezzo dell’ascolto dei territori ad anticipare i bandi.
Entrare nel merito, mettendo insieme le voci anticipando la presentazione di un progetto interessante su cui la Regione può ipotizzare un bando che tenga conto di certe dinamiche.
È una strada giusta dove si possono trovare sostegno economico.
Il rischio è che la fragilità della struttura del Distretto lo possa sminuire facendolo apparire come un’esperienza episodica, come una passeggiata.
Rimbalza in tutti gli interventi il nodo cruciale delle fonti alternative. L’assenza della normativa, già anticipata, fa sì che le grandi aziende che operano nell’impiego di nuove energie alternative, acquisiscano e utilizzino estensioni terreni per coltivazione a tappeto di prodotti. La promessa agli agricoltori di un reddito importante per ettaro su un tempo di almeno trenta anni, apre ad una serie di domande che trovano risposte incerte. Così come affermano i sindaci Antolini e Bertanzon.
“Le aziende delle fonti rinnovabili che fanno promesse di guadagni per gli agricoltori, non solo non sono attendibili, ma creano problemi anche per paesaggi. I paesaggi toscani sono un valore da preservare”.
Vanno studiati metodi alternativi.
“Anche per noi – ha spiegato Giamila Carli, sindaco di Santa Luce – è una grande sfida, ognuno è chiamato a fare la propria parte”. Ed è proprio sul concetto di unione che si è concentrato Alberto Lenzi, primo cittadino di Fauglia: “Fare gruppo è fondamentale, dobbiamo accelerare i tempi per poter accedere ai bandi”. Non solo uno strumento da cui poter partire per dare slancio alle attività, ma anche un sostegno ai progetti esistenti: “Avere alle spalle il distretto – ha sottolineato Giuliana Menci, sindaco di Orciano Pisano – sarà importante per sviluppare il progetto già avviato con gli agricoltori del nostro comune”. Quindi Adelio Antolini, primo cittadino di Collesalvetti, si è detto “orgoglioso che la sede del Distretto sia proprio il nostro Comune. Abbiamo lavorato da inizio mandato sicuri di portare buoni risultati per i nostri territori”.