A San Giuliano Terme, presso la sede della serra Ortofruttifero di Massimo Pacini, le cariche istituzionali hanno incontrato l’imprenditoria agricola.

Si è tenuto sabato 25 marzo presso la sede di Ortofruttifero a San Giuliano Terme un partecipato dibattito sul futuro dell’Agricoltura, organizzato da Lega Giovane di Pisa. Nell’insolita sede di una serra, si sono susseguiti molti temi a confronto.
Dalla PAC 2023- 2027, al ruolo di ISMEA, dalle criticità idriche alla tutela dei Made in Italy e valorizzazione dei prodotti tipici, fino alla salvaguardia dell’ambiente.
Sul palco allestito a talk show, si sono alternate le voci dell’europarlamentare Susanna Ceccardi, del deputato Andrea Barabotti, del consigliere regionale Elena Meini con i giovani imprenditori agricoli, Elia Fornai, Violante Mori, Paolo Guicciardini e altre imprese intervenute.
Ha svolto il ruolo di moderatore Ilaria Boggi, responsabile Lega Giovani di Pisa.
La Politica Agricola Comunitaria
Per i suoi sostenitori, come le principali associazioni di agricoltori e alcuni accademici, nel lungo periodo, la Politica Agricola Comune ha migliorato la produttività, ha assicurato un’integrazione al reddito fondamentale per gli agricoltori e ha garantito ai cittadini approvvigionamenti di cibo sicuri e a prezzi complessivamente ragionevoli.
La PAC è una politica comune a tutti i Paesi dell’Unione Europea, gestita e finanziata a livello europeo con risorse del bilancio dell’UE.

L’europarlamentare, Susanna Ceccardi, ha sottolineato alcuni aspetti critici: la “Politica Green” penalizza l’economia perché a distanza di pochi anni ne derivano effetti negativi. Ad esempio le auto elettriche. Il risvolto negativo è rappresentato dall’assorbimento e consumo delle colonnine di alimentazione, e non poco, lo smaltimento delle batterie.
Gli ambientalisti fanno ‘Politica Green’, ma affidano a paesi extraeuropei gli assemblaggi o le batterie che vengono prodotte in Cina.
La Sovranità Alimentare è fondamentale per l’autonomia dai Paesi esteri. Ce ne siamo resi conto dal momento in cui è scoppiata la guerra Ucraina – Russia. Investire in Europa è fondamentale. L’Europa deve intervenire tutelando i prodotti italiani dalla concorrenza sleale di chi non rispetta gli standard di produzione.
Impongono condizionalità di criteri come il 4% dei terreni da mettere in rotazione a riposo. Perseguita in maniera rigida, perdiamo un forte volume di produzione.
Aggiunge, l’eurodeputata che: I criteri non devono essere troppo stringenti. La concorrenza sleale di manodopera a basso costo danneggia il nostro comparto italiano. Il rispetto dei diritti dei lavoratori può essere superato con un salario minimo contrattato dai Sindacati. Andrebbe, quindi, introdotto un salario minimo europeo per evitare la concorrenza sleale. .
Un altro aspetto evidenziato riguarda la semplificazione delle pratiche agricole, l’adesione ai bandi, l’iter di realizzazione di invasi di acqua di recupero dell’ acqua piovana. Il rischio idraulico, –afferma l’onorevole Andrea Barabotti – va affrontato di concerti con il Ministero dell’ Agricoltura,il Ministero dell’ Ambiente e il Ministero delle Infrastrutture.
L’abbandono dei campi da parte degli agricoltori,come il pulire gli argini, i fossi, i canali di scolo crea disastri ambientali. Il ruolo della ruralità deve essere al primo posto.
Il Tavolo Rurale del Dipartimento Agricoltura Toscana, di cui sono responsabili il consigliere comunale di Collesalvetti Vito Capogna e Laura Petreccia, sull’emergenza idrica, dopo la siccità che sta mettendo a rischio i raccolti, è servito anche per fare il punto della situazione sul fronte invasi.
Il comparto dell’agricoltura ha lanciato l’allarme a Lega per Salvini Premier nell’anno 2022 in Regione e Paŕlamento.
Diventa difficoltoso l’accesso ai finanziamenti per ragioni burocratiche e normative su cui bisognerà intervenire rapidamente.
Necessario efficientare gli acquedotti, che arrivano a una dispersione idrica del 40% di media nazionale e con le aziende agricole che consumano il 53% di acqua. Da qui l’elaborazione di un piano di invasi e bacini in maniera rapida, semplificando le norme per realizzarli.
L’ascolto ha evidenziato poi la necessità di puntare anche sulle nuove tecnologie e lavorare a colture meno idro-esigenti.
Il deputato Barabotti ha snocciolato alcuni dati:: Il 2022 è stato l’anno più siccitoso dal 1800 con un deficit di precipitazioni a chiusura del periodo del 30%, che sale al 40% per le regioni del nord. E i dati nei primi mesi dell’anno si pongono sulla stessa linea.
Accelerare l’azione.
È importante l’impegno del Governo sulla semplificazione anche per accelerare la realizzazione delle infrastrutture di cui il Paese ha bisogno in una situazione in cui viene intercettata e raccolta solo l’11% della acqua piovana.
Presenti i segretari provinciali di Livorno e di Pisa, Luca Tacchi ed Elena Meini, porteranno avanti il Report 2023,,’Emergenza Idrica,’ del Dipartimento Agricoltura Toscana presso il Parlamento.
ISMEA è stato uno degli argomenti al centro del dibattito. L’Istituto affianca le Regioni nelle attività di riordino fondiario, attraverso la formazione e l’ampliamento della proprietà agricola, e favorisce il ricambio generazionale in agricoltura in base ad uno specifico regime di aiuto approvato dalla Commissione europea. “Aspetti positivi, che fungono da elementi di agevolazioni per l’imprenditoria giovanile. Come l’erogazione di finanziamenti, non pagare tasse per 5 anni e costi zero nel passaggio di proprietà”. (Elia Fornai).
Banca nazionale delle Terre Agricole di ISMEA è giunta alla sesta edizione con 20 mila ettari all’asta.
Fa da contrappunto Elena Meini, consigliere regionale Lega, con un dato toscano, poco conosciuto, che è la Banca Terra Regionale. Il censimento dei terreni incolti non ha fatto da volano per lo sviluppo di aree coltivabili. I comuni non hanno risposto, così le province. La Lega, in Regione, ha presentato un atto per terreni incolti abbandonati, ma che abbia una struttura alle spalle fatta di un sito e marketing comunicativo.
Valorizzare i prodotti tipici di ogni territorio.
Salvaguardare i prodotti tipici di ogni territorio e la loro produzione per mantenere la biodiversità è una scelta che coinvolge il produttore e il consumatore attento. Afferma l’imprenditore Paolo Guicciardini, prontamente rilanciato da Sabina Vitarelli e Davide Valeri della Tenuta Bellavista Insuese che precisano:
“L’agricoltura è per il nostro territorio un’importante risorsa economica, resa ancora più grande dalla varietà di prodotti di eccellenza.
Queste pratiche permettono, infatti, di ottenere prodotti di grande qualità e consentono di valorizzare i prodotti tipici di ogni territorio che offrono sapori unici e rappresentano un incredibile patrimonio della tradizione e della storia di ogni territorio”.
Una politica, quindi di rilancio e di sviluppo economico e commercializzazione dei prodotti tipici, istituendo cooperative, denominazioni locali e certificazioni comunali DeCo agevolate dalle amministrazioni comunali e in concertazione con le imprenditorie.
Non abbiamo bisogno di andare molto lontano. Pensiamo all’esperienza di Flora nella lavorazione della Lavanda e delle Erbe Officinali, alla cooperativa di Santa Luce con il loro marchio di Terre di Luce.
Il patrimonio agro-alimentare italiano vanta una vasta gamma di prodotti e sapori strettamente legati al territorio di provenienza, con caratteristiche organolettiche uniche e spesso inimitabili, frutto di una particolare commistione di clima, tecniche, varietà e saperi.
Le forme di tutela dei ‘prodotti locali’ (come la denominazione d’origine, il DOP e quella geografica tipica, l’IGP) possono essere considerate importati anche per la salvaguardia delle varietà storiche, consentendo sia la conservazione delle risorse che del paesaggio, e valorizzano il know-how locale, dando impulso ad esempio ai territori in crisi.

Il futuro dell’agricoltura è già qui.
Agricoltura di precisione e agro-ecologia i modelli per il sistema italiano.
La sfida sarà anche quella di riorganizzare il ruolo dell’agricoltura nella filiera attraverso un dialogo di visione che richiederà ai produttori uno sforzo di aggregazione. In ogni caso, la riduzione dei costi di produzione e il miglioramento della qualità dei prodotti, saranno ancora le determinanti fondamentali e le tecnologie rappresenteranno una valida soluzione per rispondere alle sempre maggiori e più diverse esigenze dei mercati: la riduzione del contenuto di nitrati, la riduzione delle emissioni, il risparmio dell’acqua.