“Data una risposta immediata sul caro-bollette

Meloni, sullo sblocco delle trivellazioni: “Consentiamo nuove concessioni in cambio del fatto che le aziende concessionarie cedano una parte consistente del gas estratto ad un prezzo calmierato”.

by Laura Petreccia – Vito Capogna

Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. Photo by Chigi

 Il Dl Aiuti quater con 9,1 miliardi di euro a sostegno di imprese e famiglie contro il caro energia e la norma contenuta nel testo che modifica il superbonus edilizio 110% portandolo al 90% tengono banco nell’opinione pubblica.
L’agevolazione fiscale, introdotta a luglio 2020 dal governo consente una detrazione delle spese per interventi edilizi di efficientamento energetico, consolidamento statico e riduzione del rischio sismico.

Purtroppo il rifacimento di facciate ed appartamenti per il sostegno del settore edile è stato accompagnato anche da frodi sulla cessione dei crediti e lievitazione dei costi delle materie prime.  
Cosa cambia? il Dl prevede la rimodulazione al 90% per le spese sostenute nel 2023 per i condomini e l’introduzione della possibilità, anche per il prossimo anno, di accedere al beneficio per i proprietari di singole abitazioni a condizione che si tratti di prima casa e si trovino sotto una determinata soglia di reddito (15mila euro l’anno innalzandole  in base al quoziente familiare). 
Il superbonus rimarrà invece al 110%, ma solo fino al 31 marzo 2023, per le villette unifamiliari che abbiano completato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022.
L’esecutivo rivendica, numeri alla mano, che la misura abbia premiato soprattutto i redditi medio-alti, e di volerla invece riservare ai più bisognosi.
“Abbiamo sempre condiviso le finalità del superbonus ma il modo in cui è stato realizzato ha segnato molti problemi”, spiega la premier. E definisce “bizzarro” il concetto di gratuità del provvedimento visto che “pesa circa 60 miliardi” sulle casse dello Stato “con un buco di circa 38 miliardi” rispetto alle stime iniziali.

Intervento di Giorgia Meloni


La Premier Gjorgia Meloni sottolinea: “La copertura al 110% ha determinato una deresponsabilzzazione” e “una distorsione sul mercato” dei costi sul mercato e il beneficio “è andato prevalentemente a favore dei redditi medio-alti. Per questo abbiamo deciso di intervenire per correggere alcune distorsioni, concentriamo questa misura verso chi ha maggiori necessità”.

Anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è netto: “Non si è mai visto una misura che costasse così tanto a vantaggio di così pochi. La misura continua per chi non può permettersi di sostenere quelle spese, è stata targettizzata per i redditi più bisognosi”.
Il titolare del Mef puntalizza: “
È passata l’idea che il credito d’imposta sia come moneta – sottolinea – ma non è così, chi deve fare un investimento deve valutare se l’impresa costruttrice o la banca sia disponibile a riconoscere il credito, altrimenti devono calcolare il progetto d’investimento in diverso modo”. E ancora: “La cessione e la cedibilità del credito è una possibilità, non un diritto”.

Ministro Giancarlo Giorgetti

Sul provvedimento l’Ance, l’associazione dei costruttori, con la presidente Federica Brancaccio che specifica: “Siamo consapevoli della necessità del governo di tenere sotto controllo la spesa ma cambiare le regole del superbonus in 15 giorni significa penalizzare soprattutto i condomini che sono partiti per ultimi”.

Ovvero, secondo Brancaccio “delle periferie e delle fasce meno abbienti che per far partire i lavori hanno avuto bisogno di tempi più lunghi e della necessità di vedere interamente coperti finanziariamente gli interventi”. I costruttori chiedono dunque un confronto con il governo sulla misura.
Il Dl Aiuti quater proroga, finanziato con 9,1 miliardi di euro provenienti dall’extragettito fiscale, rivede o avvia una serie di misure pensate per sostenere gli sforzi di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e la corsa dell’inflazione.
Contiene provvedimenti per mitigare il caro energia, ricercare nuovi giacimenti di idrocarburi nel mare. E poi innalzamento a 5 mila euro del limite sull’utilizzo del contante, rinnovo fino al 31 dicembre del taglio delle accise sui carburanti e premi aziendali detassati fino a tremila euro.


Le imprese potranno richiedere ai fornitori la rateizzazione, per un massimo di 36 rate mensili, degli importi dovuti relativi alla componente energetica di elettricità e gas naturale per i consumi effettuati dal 1 ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023. Sace potrà concedere una garanzia pari al 90% degli indennizzi generati dalle esposizioni relative ai crediti vantati dai fornitori.
 
Fonte: AGI – 2022 Palazzo Chigi