Alcuni ristoratori, baristi, albergatori, esercizi commerciali hanno già deciso alcune misure per contenere i consumi. Il riscaldamento è una voce pesante.

by Laura Petreccia – Vito Capogna
Non passano inosservate alcune misure ipotizzabili per gli albergatori che in bassa stagione concentrerebbero i clienti nei piani bassi e chiuderebbero a chiave gli altri. Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno i prezzi chiaramente diminuiscono, quindi sarebbe veramente dura riuscire a pagare una bolletta con tutto l’edificio in funzione.
Per il turismo è stata una grande annata “il 2022 ci ha restituito una boccata di ossigeno ma se il Governo non fa qualcosa rischiamo di perdere di nuovo tutto”, aggiunge un imprenditore del turismo- ci auguriamo che la politica possa darci finalmente delle risposte”. Lei è titolare di un negozio di abbigliamento e sa bene quanto il riscaldamento possa incidere sui bilanci finali: “Ci stiamo organizzando per contenere i consumi energetici. Terremo le insegne spente.”

Questo inverno sarà dura”, aggiunge Annalisa Logozzo – ‘Albergo del Pastore’ – dover far fronte alla bolletta della luce quadruplicata. Ma già di per se i consumi non li abbiamo altissimi. Considera che nei tempi normali pagavo intorno alle 150 euro”. E aggiunge: “Riscaldiamo gli ambienti accendendo il camino, qui non abbiamo gas”.
La sua struttura ricettiva agrituristica si trova nella Val di Chioma, e sta pensando seriamente a modelli di energia sostenibile.


Alcune vetrine in via Verdi sono completamente al buio, da altre si intravede appena una luce all’ingresso. Poi ci sono strade intere con insegne spente. D’altra parte, quando va bene i conti sono aumentati del 50 per cento, ma c’è anche chi, in un anno, ha visto il prezzo delle utenze triplicare.
Quindi sono tanti i commercianti livornesi che stanno cercando di fare di necessità virtù contro il caro-bolletta. “Noi abbiamo deciso di non accendere o comunque di ridurre allo stretto necessario i consumi. Come abbiamo fatto con l’orario di apertura, che resta chuuso il pomeriggio e l’aria condizionata–concludono i tanti titolari di attività commerciali- Fortunatamente il meteo ci grazia”.
Nel cuore della città entriamo nella Gioielleria Galleni in via Cairoli. La titolare non nasconde il rammarico e le difficoltà di gestione di un esercizio commerciale che deve fare ogni giorno i conti con una città in cui il “Centro è desertificato. Nella centralissima via Cairoli il passaggio è modesto. Al punto che il pomeriggio resto chiusa. Ricevo su appuntamento e applico il 20% di sconto ai clienti”.

È un modo per fare fronte ai costi delle utenze?
“Non propriamente. Non ho ancora ricevuto le bollette dell’energia elettrica. La difficoltà è gestire un’attività commerciale a Livorno. L’Amministrazione dovrebbe mantenere pulite le strade, pensare al decoro della città. Investire sul centro. E invece ha decentralizzato in periferia.
Ma nemmeno le luminarie avremo in via Cairoli a Natale! È sa perché? perché le banche non hanno aderito al pagamento delle quote richieste!”
Non vede orizzonti futuri per la sua attività. È solo questione di tempo e chiuderà, abbasserà la saracinesca.
Sono molte in centro le saracinesche storiche che sono abbassate. Molte serrande vengono dipinte per non ferire lo sguardo di chi percorre quelle vie. Sono arrugginite dal tempo e hanno vetrine buie e disadorne.
E’ il caso di Borgo Cappuccini con le sue “Serrande Dipinte”.
A snocciolare criticità congiunturali e di sistema sono i presidenti delle quattro associazioni: Luca Tonini per Cna Toscana, Luca Giusti per Confartigianato Imprese Toscana, Aldo Cursano per Confcommercio Toscana e Nico Gronchi per Confesercenti Toscana. In questi mesi stanno minacciando la sopravvivenza oltre 880mila micro e piccole imprese in Italia, per un totale di 3.529.000 addetti che potrebbero perdere il lavoro. In Toscana le imprese a rischio sono 63mila, per un totale di 228mila occupati.