L’agrivoltaico in Italia: esperienze e progetti delle aziende agricole

Lo sviluppo dell’agrivoltaico, inteso come unione

by Laura Petreccia-Vito Capogna


Il progetto, avviato con EF Solare Italia, primo operatore fotovoltaico in Italia, partecipato al 70% da F2i, il più grande fondo infrastrutturale nazionale, e al 30% da Crédit Agricole.
Foto scattata presso l’azienda Lao Greenhouse tra i filari di limoni in ambiente agrofotovoltaico.
I primi impianti agricoli in ambiente fotovoltaico sono stati realizzati sulla costa tirrenica calabrese nel 2011 con Lao Greenhouse e sulla costa ionica con Sybaris Greenhouse. Nel 2018 il progetto è stato replicato in Umbria e successivamente nel 2019 in Sardegna con Sardinia Greenhouse.
Nella sola Calabria ha installato sette impianti agro-fotovoltaici da 18 MWp su 26 ettari dove sono messe a dimora 11mila piante di agrumi.
La tecnologia ha un impatto importante. «L’attività fenologica delle piante è costantemente monitorata tramite app gestite da remoto che permettono anche la raccolta dati» utili per ottimizzare i cicli produttivi. Un primo beneficio dell’impiego del fotovoltaico in agricoltura così come spiegato dallo stesso Lancellotta è quello dell’efficientamento dell’uso dell’acqua: il fabbisogno idrico annuo delle coltivazioni in serre fotovoltaiche è notevolmente inferiore rispetto al pieno campo. «Questo è dovuto alle particolari condizioni, quali il parziale ombreggiamento, la luce diffusa, la riduzione dell’evapotraspirazione, la sub-irrigazione». Ma a guadagnarci sono anche le maggiori rese produttive. «Dalle ultime analisi svolte su un campioni raccolti a gennaio 2020 nella serra di Lao Greenhouse emergono risultati superiori agli standard qualitativi richiesti dai disciplinari di produzione dei migliori limoni IGP d’Italia».
Certo, per puntare a un’accorta presenza di fotovoltaico in agricoltura in termini agrivoltaici serve un’attenta progettazione, che parte dalla valutazione delle caratteristiche colturali dei terreni, delle esigenze dell’azienda agricola. «La definizione del piano agronomico detta le caratteristiche dell’impianto fotovoltaico, non viceversa…».
Agrivoltaico solidale: il progetto Fattoria Solare La Petrosa
L’impiego ottimale del fotovoltaico in agricoltura permette di creare occupazione e promuovere non solo la sostenibilità ambientale, ma anche sociale, e la biodiversità: lo dimostra il progetto della Fattoria Solare La Petrosa, posta nelle immediate vicinanze del carcere di Castrovillari (Cosenza). Sviluppato su 35 ettari, ha impianti fotovoltaici da 15 MWp, il progetto prevede il miglioramento fondiario del terreno tramite l’implementazione di un piano agronomico integrato con strutture fotovoltaiche, che prevede la coltivazione di piante officinali, ottimali per la sopravvivenza e permanenza in loco degli insetti pronubi, quelli che trasportano il polline da un fiore all’altro permettendo l’impollinazione.
Il progetto mira a valorizzare il tessuto socio-economico territoriale e intende favorire il reinserimento lavorativo dedicato ai detenuti dell’istituto carcerario locale.

In fase di sviluppo c’è anche il progetto in Sardegna, in provincia di Oristano da 200 ettari e circa 100 MWp che si innesta in un territorio a forte vocazione ovina e prevede l’allevamento innovativo biologico con completamento della filiera agroalimentare. Nelle foto si è vista la presenza di ovini all’interno del parco agro-fotovoltaico, testimoniando così che la convivenza tra biologia e tecnologia è possibile e favorisce gli animali: l’ombreggiamento creato dagli impianti fotovoltaici mitiga il clima, è efficace per scopi colturali.
Rinnovabili, allevamento e agricoltura: gli esempi in Veneto
Un’altra esperienza virtuosa e positiva di impiego del fotovoltaico in agricoltura è quella raccontata da Giovanni Musini, gestore dell’Azienda agricola S. Anna e Tenuta di Bagnoli, in provincia di Padova. In questi due esempi si è abbinata anche la produzione da fonti rinnovabili, in un caso specifico di biogas e fotovoltaico.


«Parallelamente sono state anche sfruttate le opportunità messe a disposizione dalla normativa riguardo la produzione fotovoltaica ed è stato realizzato un primo impianto fotovoltaico con tracker a inseguimento e poi realizzato un impianto a biogas e l’altro fotovoltaico». Nel primo impianto solare, concepito secondo le indicazioni dell’epoca, ha consentito una produzione maggiore del 30% rispetto a sistemi fissi, cogliendo la potenzialità di impianti sempre perpendicolari e quindi con un’esposizione ottimale».

La principale considerazione è stata legata all’uso del suolo: «ci pareva un abominio non impiegare il terreno», ha sottolineato Musini, spiegando che si è deciso di puntare sul pascolo, dando ospitalità alle mandrie in transumanza per un determinato periodo. «In quei periodi abbiamo potuto riscontrare come si trovassero bene gli ovini al pascolo grazie all’ombreggiamento offerto, cogliendo i benefici anche in termini di mitigazione climatica, favorendo la crescita dell’erba. Ma facendo un parallelo con un’esperienza basata sulla consociazione di piante ad alto fusto (pioppi in particolare) e coltivazioni di cereali si è notato un deciso aumento della produzione», specialmente negli ultimi anni con l’aumento della temperatura. «Le piante fruiscono del vantaggio di un clima più mite e si colgono i benefici in termini di risparmio idrico, avendo meno evapotraspirazione e conseguente necessità di irrigazione». Nel secondo impianto si intende procedere anche alla coltivazione di asparagi, puntando sui vantaggi di un impianto fotovoltaico, la cui «superficie dei pannelli interessa il 22% del totale», ha concluso Musini.

Fotovoltaico e agricoltura: lo sviluppo dell’agrivoltaico è su scala mondiale
I sistemi agrivoltaici si fanno spazio in tutto il mondo. In molti Paesi si sperimentano varie soluzioni e si sono avviate ricerche per mettere in luce i vantaggi per fotovoltaico e agricoltura
e una potenziale riduzione dei costi di esercizio e manutenzione.
Fitch mette anche in luce l’azione di stimolo da parte di diversi governi per l’impiego dell’agrivoltaico. L’Italia è tra questi: nell’ultima legge di semplificazione per l’applicazione del PNRR esso trova spazio tra le tecnologie incentivabili per produrre energia rinnovabile.
Nel mondo sono diversi i casi applicativi e crescono gli investimenti. Vediamo allora le misure più recenti e interessanti.
Agrivoltaico in Europa: i progetti al via
Partiamo dal progetto monstre Horizeo, che vede protagonisti tre attori francesi dell’energia quali Engie, Neoen e RTE. Essi stanno pensando di costruire nel sud est della Francia un impianto fotovoltaico da 1 GW che oggi sarebbe di gran lunga il più grande d’Europa. Il piano contempla la possibilità di integrare 1 GW di energia solare con 40 MW di energy storage, un impianto a idrogeno, un’azienda ortofrutticola e un data center.
In questo ambizioso progetto – per cui verrà investito un miliardo di euro – si sa che una parte dell’area (da 10 a 25 ettari) di 2.000 ettari sarà destinata a combinare fotovoltaico e agricoltura per un sistema agrivoltaico che unirà la produzione solare alla coltivazione di frutta e verdura.