LA LEGA TORNA A PONTIDA. IL GRANDE RADUNO NEL “SACRO SUOLO”

È stato a lungo l’appuntamento più atteso da ogni militante leghista. Un evento considerato fondante, in particolare all’epoca del Carroccio autonomista.

Matteo Salvini com’era tanti anni fa

by Laura Petreccia – Vito Capogna

Nel corso degli anni, con la trasformazione della Lega da movimento nordista a partito nazionale e con l’avvicendamento alla barra del comando fra Umberto Bossi e Matteo Salvini il raduno sul pratone di Pontida ritrova parte della sua importanza nella mitologia leghista. 
Ora, dopo due anni di assenza in seguito alla pandemia il grande ritorno. Il ritrovo è fissato per il 18 settembre prossimo.

La Lega torna a Pontida.
Un’edizione da record. La Lega torna e riparte da Pontida. Il tradizionale raduno del Carroccio.
Domenica Salvini riparte da Pontida per serrare i ranghi in vista delle prossime elezioni politiche. Con l’obiettivo di non accontentarsi. L’obiettivo della Lega è governare. “Andiamo a vincere”.

Un traguardo ambizioso. Per raggiungerlo Salvini ha bisogno del suo popolo, quello della Lega che ha preso al 3% e ha portato a essere primo partito italiano. Ma non esiste storia politica senza tradizione. E Pontida è parte integrante della cultura leghista. Dalla Lega Nord alla nuova Lega per Salvini Premier, molte delle scelte più importanti del partito di via Bellerio sono state annunciate qui. Il tradizionale raduno politico dei militanti leghisti è nato il 20 maggio 1990, quando si tenne la prima edizione. Sul quel prato lungo la strada statale 342, definito dai militanti il «sacro suolo», veniva issata la bandiera della Padania e veniva suonato il Va pensiero di Giuseppe Verdi, coro collocato nella parte terza del Nabucco e scelto quale inno della Padania.

Ma molti militanti hanno già prenotato il treno o verranno in auto», spiega. Solo dal Lazio saliranno a Pontida oltre mille persone. Ci saranno i candidati ai collegi uninominali Federico Freni, Simonetta Matone, Giulia Bongiorno, Nicola Ottaviani e i candidati al Parlamento nel Lazio. E poi consiglieri regionali e comunali, sindaci. Ma soprattutto tanta gente comune. Perché a Pontida i protagonisti sono sempre stati i militanti.