Austerity 2022: urgente emergenza risparmio idrico ed energetico nelle case. In arrivo il decreto Draghi.

«Ma c’è il rischio razionamento»

by Laura Petreccia

Austerity 1973

Viene a mente il governo Rumor.

L’austerity italiana degli anni ’70,  domeniche a casa e insegne spente. Ci fu chi tirò fuori dalla cantina la bicicletta, chi il tandem e i pattini, qualcuno addirittura la carrozzella e il cavallo. Dal 2 dicembre 1973 un’Italia serenamente abituata al boom economico, ancora poco consapevole dell’ombra del terrorismo e avvezza ormai a correre nella modernità, restò appiedata.

Se ne è parlato spesso in questi giorni, dopo l’aumento dei costi dell’energia a causa di guerra in Ucraina e covid e qualche misura già sperimentata negli anni ’70 potrebbe accompagnare il nostro prossimo inverno. I giovani non l’hanno vissuta, i più adulti la ricordano come un film in bianco e nero, mixando un filo di angoscia a un pizzico di nostalgia.

Il governo Draghi, verosimilmente, chiederà di risparmiare sull’acqua corrente, di usare le lampadine al led e di tagliare il gas per la cucina. Ma c’è chi dice che non basterà

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani rende pubblico il piano di risparmio idrico ed energetico per ridurre i consumi nelle abitazioni. il “Piano di risparmio gas relativo al settore civile, abitativo, residenziale, sia pubblico che privato” ha.Il principio cardine: da ottobre, negli edifici pubblici e nei condomini, i termosifoni si accenderanno per un’ora e con un grado in meno. Ma ai cittadini il governo Draghi chiederà anche di risparmiare sull’acqua corrente, di usare le lampadine a led e di risparmiare il gas mentre si cucina. Grazie ai piccoli espedienti già illustrati dal premio Nobel Parisi e dallo chef Antonello Colonna.

Il decreto ministeriale

Il regolamento ministeriale conterrà anche un “contatore” dei risparmi. Ovvero per ogni azione indicata nel vademecum sapremo quanti metri quadri di metano si potranno risparmiare. Con l’obiettivo (ambizioso) di arrivare a 5,5 miliardi. Pronta anche la campagna di sensibilizzazione per la sobrietà energetica. Per il piano per le aziende invece si attende il confronto con Confindustria.

Ma con la chiusura definitiva di tutti i rubinetti verso l’Europa, da Putin, il piano potrebbe non bastare, servirebbero direttamente i razionamenti.

«Solo 45 giorni di scorte»

Intanto c’è chi fa i conti in tasca proprio al piano Cingolani. «Con gli stoccaggi e gli approvvigionamenti di gas attuali le aziende fornitrici non sono in grado di fornire il gas a tutti i propri clienti e riusciranno a coprire il fabbisogno energetico invernale per un periodo non superiore ai 45 giorni, dopo di che sarà il caos, con pesanti razionamenti, case gelate e stop alle attività per industrie e imprese», sostiene Assoutenti. Secondo la quale i depositi di gas coprono il 20% circa del fabbisogno annuale del nostro paese, e attualmente gli stoccaggi si sono fermati a all’82,56%, circa 15 miliardi di metri cubi a disposizione di famiglie e imprese. A fronte di consumi di gas che, nella stagione invernale, sfiorano i 400 milioni di metri cubi al giorno.

Il presidente dell’associazione Furio Truzzi invita il governo a «dire la verità e fare una vera operazione “glasnost” rendendo pubblico quanto gas le aziende hanno acquistato e a che prezzo, e dicendo chiaramente quale è la reale situazione del gas in Italia e le misure che intende adottare per far fronte all’emergenza».

E questo perché nei prossimi giorni le aziende energetiche dovranno comunicare ad Arera le proprie disponibilità di gas: «Così scopriremo che molte di queste andranno verso il default. E non saranno in grado di erogare gas ai propri clienti anche a causa dei prezzi insostenibili dell’energia».

Per approfondimento:
Austerity 1973- Rai Storia Storia
https://www.facebook.com/raistoria/videos/261135735135004/

Fonte immagini: RAI STORIA