LE API STANNO MORENDO DI FAME PER LA SICCITÀ: PERCHÉ

I responsabili provinciali lvornesi del Dipartimento Agricoltura Toscana Lega Salvini Premier

Incontro con APICOLTURA Toscana
Onorevole Manfredi Potenti, consigliere comunale/ commissario Cecina Lorenzo Gasperini, consigliere provinciale Alessandro Perini Luca Tacchi Dipartimento Provinciale Formazione, Vito Capogna, Laura Petreccia. Apicoltori: Vero Tqmpucci, Christian Carrai

L’Italia è investita da settimane da una significativa ondata di caldo estremo, che si accompagna a una prolungata e altrettanto drammatica siccità.
È una condizione eccezionale catalizzata dai cambiamenti climatici, che sta avendo un impatto drammatico sugli ecosistemi e sull’agricoltura. Tra gli animali più colpiti da questi fenomeni vi sono le api, imenotteri impollinatori che giocano un ruolo cruciale nel mantenere gli equilibri ecologici ma anche le colture di interesse commerciale, oltre che naturalmente la produzione del miele.

Per comprendere meglio cosa sta accadendo a questi straordinari insetti abbiamo contattato i responsabili della provincia di Livorno del Dipartimento Agricoltura Toscana, Vito Capogna e Laura Petreccia, promotori di atti a favore delle Api, a più livelli consiliari comunali, regionale e ministeriale.
Ecco cosa ci hanno raccontato.

Vito Capogna- La grave siccità che sta colpendo l’Italia – e in particolar modo le regioni del Nord – starebbe provocando una moria di api, a causa della minore disponibilità di nettare dalle piante, assetate dalla mancanza di acqua. In pratica, le api starebbero “morendo di fame”.

Cosa può dirci al riguardo?

Christian Carrai e Debora Petroni. Apicoltura LE REGINE Parrana San Martino

“La situazione è parecchio critica. La siccità crea diversi problemi alle api. In primo luogo fa finire il flusso di nettare e polline dai fiori e quindi le api non immagazzinano più cibo. Questa però è una cosa abbastanza normale a luglio. A luglio le api vanno in sofferenza, diciamo, perché in Nord Italia nelle zone di pianura e di colline di fiori ce ne sono molto pochi. Bisogna in genere aspettare fine agosto – settembre per la fioritura dell’edera e di altre fioriture, anche se di piante aliene come il topinambur, l’impatiens, la solidago o verga d’oro che dir si voglia. Ma le alte temperature aumentano questo problema. Perché le api hanno bisogno di mantenere il loro nido a una determinata temperatura. Quindi le api devono raccogliere acqua e questo con la siccità diventa difficile, devono rinfrescare– spruzzare acqua nel loro nido e ventilare, quindi consumare cibo. Già il flusso di cibo non c’è, poi loro devono volare avanti e indietro per raccogliere acqua, ventilare sbattendo le ali. Questo è molto impegnativo per le api. Noi però dobbiamo tener presente che le api degli apicoltori vengono soccorse dai loro – diciamo così – tutori, custodi”.

E come le ripaga?

Laura Petreccia. ” Dà loro nutrimenti zuccherini, acqua e zucchero, sciroppi eccetera. Le ripara dall’eccessivo calore, magari mettendo sopra l’arnia dell’isolante termico, mette a disposizione delle proprie api degli abbeveratoi. Questo è quello che un bravo e accorto apicoltore fa. Poi ci sono degli apicoltori, pochi per fortuna, che una volta che le api sono andate in produzione, che si è raccolto il miele, si distraggono. Vanno in vacanza e pensano che le loro api si arrangino in tutto e per tutto. E invece se si decide di prendere delle api bisogna essere presenti e accudirle. Ma la situazione è drammatica per tutta la biodiversità.

Ieri ero in zona pedemontana, con 40° C, boschi completamente secchi, addirittura l’edera seccata sulle piante dal calore. Queste temperature elevate, prolungate e l’assenza di pioggia credo stiano provocando dei danni che non sono solo temporanei alla vegetazione, ma anche qualcosa di molto più serio. Non credo si possano fare previsioni, ma c’è chi dice che questa sarà l’estate più fresca dei prossimi 30 anni”.

Un problema ulteriormente acuito anche dagli incendi

Sì. Parlavamo proprio ieri con un amico e ci diceva che c’è stato un incendio nel terreno del suo vicino, con diversi alveari andati a fuoco. Gli apicoltori sono una categoria produttiva che, come tutte quelle del mondo dell’agricoltura, della pesca eccetera, che basano il loro reddito su eventi naturali, sono in grossissima crisi”.

Aggiunge, Vito Capogna:L’anno scorso si sono toccati cali nella produzione del miele anche del 95% – ad esempio in Toscana – a causa dell’impatto dei cambiamenti climatici.
Siccome il miele lo fanno i fiori, fra tante aziende c’è chi ha prodotto qualcosa l’anno scorso. Quest’anno c’è chi ha fatto delle buone produzioni nella prima parte dell’anno, però sempre in quantità scarse rispetto a delle stagioni anche solo di 6 o 7 anni fa.
La situazione è veramente molto preoccupante. Preoccupante soprattutto per noi. Perché la natura si riprende sempre e comunque.
L’incendio, l’alluvione, sono fenomeni che la natura conosce bene. Siamo noi che creiamo tutti questi disastri alla natura, che crediamo di poter vivere senza la natura, ma non è così”.

E con questa siccità va sempre peggio

Capogna e Petreccia sottolineano che: “Per noi che operiamo in questo ambito, vedere campi in grossissima difficoltà, irrigati con scarsissimi risultati o senza irrigazione, restiamo senza parole. Le piogge annunciate sono solo piccoli acquazzoni che bagnano appena la terra. Ci vorrebbe almeno una settimana di piogge, ma è già tardi.

C’è addirittura il rischio che venga giù un temporale con grandine che fa ancora più danni al nostro sistema di gestire il territorio.
Parliamo anche semplicemente dell’uso generalizzato e diffuso del diserbo. Il diserbo viene fatto in agricoltura per ridurre l’assorbimento delle malerbe nei confronti della produttività delle piante coltivate, ma lasciare il terreno nudo ha i suoi svantaggi. Un terreno che non trattiene l’umidità della notte, un terreno che riceve appieno i raggi del sole e quindi viene polverizzato non può essere un terreno sano e vitale”.
E concludendo: “Questa idea di trasformare il mondo in una coltura idroponica dove tutti gli input li diamo noi, acqua, concimi, pesticidi, eccetera, non è che stia dando segno di essere il modo più efficiente di gestire l’ambiente’.

Nelle immagini momenti di incontri istituzionali con apicoltori del territorio di Collesalvetti
Onorevole Manfredi Potenti Commissario/ Consigliere comunale Cecina, Lorenzo Gasperini, consigliere provinciale Alessandro Perini, Luca Tacchi -Dipartimenro Formazione
Vito Capogna
Laura Petreccia
Apicoltori: Christian Carrai, Debora
Petroni
Vero Tampucci