Cinghiali a ‘pascolo’nelle vie di Roma.

A ROMA 6 CINGHIALI POSITIVI. COSTA: IN ARRIVO IL PIANO PER GLI ABBATTIMENTI

Cinghiali a pascolo nelle vie di Roma

by Vito Capogna – Laura Petreccia

Le misure per eliminare il virus della peste suina e la selezione di abbattimento cinghiali “è in dirittura di arrivo”.

Lo conferma il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, con Delega alla Peste Suina. “Lunedì sarò in Piemonte e proviamo a chiudere il cerchio”, così, Costa, spiegando che il provvedimento “contiene disposizioni atte ad eradicare il virus”.

Il piano previsto e le misure già in campo nelle regioni inizialmente coinvolte, come Liguria e Piemonte, “divengono strutturali”. A Roma intanto si registrano 6 casi di peste suina ed è proprio l’assessore alla Sanità della regione Lazio a commentare positivamente le parole di Costa: “Accolgo con favore le dichiarazioni del sottosegretario, avevamo chiesto tempestività nell’ordinanza e misure idonee a ridurre la pressione dei cinghiali.

Dall’Istituto Zooprofilattico confermano che i casi positivi sono sei tutti riferiti alla stessa area”, ha dichiarato Alessio D’Amato. Per il Lazio nelle prossime ore ci sarà invece un’ordinanza che regola le attività.

Nelle ultime sono state le Regioni a sollecitare un intervento normativo con il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga, che ha scritto al ministro Stefano Patuanelli chiedendo sostegno alla proposta normativa predisposta dal ministero della Transizione ecologica per contribuire in maniera efficace al controllo dei cinghiali e di altre specie di ungulati.

La proposta è stata illustrata dalla sottosegretaria Vannia Gava agli assessori regionali ed è stata condivisa dalla Commissione Politiche agricole il 10 maggio, registrando poi l’unanimità nella Conferenza delle Regioni dell’11 maggio. “Il controllo dei cinghiali e di altre specie di ungulati – ha sottolineato il coordinatore della Commissione e assessore del Veneto Federico Caner – è un’esigenza dovuta inizialmente ai danni provocati in ambito agricolo, ma è divenuta ancora più urgente per il pericolo prodotto per la pubblica sicurezza legata a incidenti stradali, per la crescente presenza in ambito urbano e, ultimamente, per la comparsa della Peste africana”.

Secondo Caner, l’intervento proposto da Mite “permetterebbe che l’attività di controllo della fauna selvatica da parte delle Regioni possa realizzarsi con maggiore efficacia per la tutela della biodiversità e per la sicurezza e l’incolumità pubblica, con interventi anche nei contesti urbani”. Da parte del sottosegretario Costa comunque la linea sembra andare proprio verso l’abbattimento, perché ormai la presenza di cinghiali fuori dal loro habitat naturale fuori controllo è diventata un’emergenza: “Dobbiamo ridurre i cinghiali per tutelare l’agricoltura ed evitare rischi per l’incolumità dei cittadini”, ha detto Costa, sottolineando che “oggi la densità dei cinghiali in alcune zone d’Italia è almeno 5 volte superiore rispetto alla sopportabilità dell’ ecosistema”. Al di là del fattore contingente della peste suina, “resto convinto e lo voglio ribadire con forza, pur rispettando le sensibilità degli animalisti, che questa è un’emergenza dinanzi alla quale occorre prevedere il prolungamento dell’attività venatoria da 3 a 5 mesi e la possibilità alle Regioni di rideterminare le quote”, ha concluso il sottosegretario.