Lega: approvata Relazione a sostegno della Gestione Acqua sulle problematiche legate al deflusso minimo vitale di fiumi e torrenti.

Approvata con ampia adesione delle forze politiche

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by Vito Capogna-Laura Petreccia

La Discussione del documento (Doc.XXIVn.64) Risoluzione approvata dalla 9° Commissione permanente, ai sensi dell’art.50 comma 2 del Regolamento a conclusione dell’esame dell’affare assegnato sulle problematiche relative al deflusso minimo vitale dei fiumi e dei torrenti.

Un percorso che parte dal grido di allarme lanciato dal Dipartimento Agricoltura Lega Toscana Salvini Premier e raccolta dalla Consigliere della Regione Toscana, Elena Meini.
Le proposte, sono state prontamente rilanciate con Atti in Regione Toscana in Commissione Agricoltura con Elena Meini e in Parlamento con gli onorevoli Mario Lolini e Donatella Legnaioli.

On. Donatella Legnaioli

È dei nostri onorevoli l’interrogazione urgente parlamentare presentata sulla emergenza siccità.
L’iter è continuato dando base e indicazioni nell’affrontare l’applicazione della Direttiva Quadro sulle Acque.

La discussione della Risoluzione ha trovato ampia approvazione da quasi tutte le forze politiche.

Dal 1° gennaio 2022 è entrato in vigore il Deflusso Ecologico nei fiumi italiani, nel quadro dell’applicazione della Direttiva Quadro sulle Acque dell’Unione Europea 2000/60/CE. Si tratta di un punto di arrivo di un processo molto lungo, durato 21 anni, durante i quali la legislazione si è evoluta – le Linee Guida che hanno codificato il Deflusso Ecologico sono del 2015 – le autorità di bacino hanno lavorato molto nel ciclo di programmazione conclusosi con il 2021, ma abbiamo perso delle occasioni?

L’onorevole Mario Lolini non ha dubbi:

La prima occasione persa è stata quella della revisione della Direttiva Quadro. Le pressioni di alcune associazioni ambientaliste hanno evitato che si discutesse dell’adeguatezza della Norma rispetto ai cambiamenti climatici ed alle nuove pressioni sugli ecosistemi acquatici che non dipendono unicamente dai flussi in alveo. Questa è stata certo un’occasione persa per fare chiarezza e per trovare un punto di accordo tra i diversi attori che gestiscono ed utilizzano le risorse idriche, per anticipare e minimizzare quei conflitti che si prevedeva sarebbero insorti e che ora viviamo”.

La Commissione Agricoltura ha presentato una Risoluzione che richiede un periodo di transizione di due anni prima dell’applicazione dei nuovi calcoli.


Sottpsegretaroo Mipaaf Gian Marco Centinaio

La proposta, accolta e approvata, guarda nella direzione di un’attività di studio, di monitoraggio e di avvio di sperimentazioni per la determinazione del Deflusso Ecologico. La sintesi ad oggi è che molto resta da fare e che non è facile determinare in modo univoco e condiviso quale sia la soglia del Deflusso Ecologico da applicarsi ad un tratto di fiume.

L’Anbi collabora con regioni ed autorità di bacino per giungere ad una metodologia condivisa per la determinazione del “Deflusso ecologico” e per il calcolo della portata che deve essere lasciata in alveo, ma ci vorrà più tempo di quanto originariamente ipotizzato.
La transizione del passaggio della normativa ad una deflusso minimo vitale ecologico che salvaguardia e tutela con prosperità gli ecosistemi ha necessità di studio e monitoraggio. La gestione idrica diventa una sfida che porta a riflettere con attenzione a quel mondo agro-alimentare che necessita di acqua per la sopravvivenza. Le colture, gli allevamenti sono filiere della vita.

Leggendo il Decreto direttoriale del Ministero dell’Ambiente del febbraio 2017 che detta norme per ridefinire il Deflusso Minimo Vitale come Deflusso Ecologico balza chiaramente agli occhi che il Deflusso Ecologico – coerentemente con gli obiettivi sanciti dall’articolo 4 della Direttiva Quadro sulle Acque – non deve limitarsi a conservare i corpi idrici – naturali o modificati che siano – ma che è parte di una strategia di restauro ambientale dei fiumi, cosa entro certi limiti anche auspicabile, ma è possibile sviluppare questa azione senza mettere in discussione gli obiettivi di un prelievo come quello irriguo?

L’onorevole Mario Lolini:

Alcuni tra i primi risultati delle sperimentazioni eseguite in Italia e che la Commissione ha potuto esaminare indicano valori di Deflusso Ecologico fino a tre volte maggiori del “Deflusso Medio Volumetrico” attuale, ed è il motivo per il quale abbiamo lanciato un allarme molto chiaro: in tempi brevi o brevissimi non si può certo abbattere il consumo d’acqua a scopo irriguo, perché occorrono investimenti importanti in infrastrutture e sul fronte delle misure di risparmio idrico, per i quali la Lega ha prodotto proposte molto concrete. Dall’uso responsabile dell’acqua, da piccoli impianti di invasi di raccolta di acqua pluviale, a irrigazione intelligente, dall’agricoltura 4.0 alla manutenzione di acquedotti per prevenire la dispersione di acqua potabile. Ne perdiamo il 30% ancora prima che arrivi ai rubinetti”.  

Un’applicazione troppo stretta od addirittura non corretta del De porta ad una contraddizione in termini: per salvaguardare gli ecosistemi acquatici e ripari del fiume si depauperano o distruggono tutti gli ecosistemi del reticolo idraulico di bonifica, per definizione molto più estesi e diffusi. Se il Dmv veniva determinato sulla base di un mero calcolo idrologico, tale da lasciare una portata a valle dei prelievi, oggi con il De dobbiamo tenere conto di una serie di indici ed obiettivi ambientali che sono intesi a regolare questa normativa complessa che è calcolata su indici riportati all’Europa Centrale. In Italia i nostri corsi hanno un carattere torrentizio che risente dei cambiamenti climatici e del tipo di piovosità. Sul nostro paese cadono 300 miliardi mc di acqua, ma nemmeno 30mila vengono recuperati e depositati.

Quale è la situazione dei consorzi idrici?

La situazione dei consorzi idrici non ha risorse per impiantare opere strutturali di sistemi di invasi.
Abbiamo bisogno di agricoltura, dobbiamo recuperare la sovranità alimentare ma se non abbiamo acqua a disposizione per tutti dobbiamo
trovare risorse per investire sul comparto.

Grafica by Vito Capogna

Questa Risoluzione approvata é frutto di un serrato ciclo di audizione con categorie e settori.
É necessario un periodo di transizione di due anni per acquisire i dati necessari sui corsi di acqua. Solo il 10 % dei torrenti e fiumi è monitorato. I dati del quadro normativo consentiranno l’adozione di adeguamenti di equilibrio dei sistemi irrigui per garantire resilienza al settore agricolo”.

Approfondimento:https://www.radioradicale.it/scheda/666560/seduta-427a-xviii-legislatura