Gasolio in aumento insostenibile , paralisi dei pescatori:”Con queste spese, addio al guadagno”

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Photo by Il Faro

Anche Livorno con i pescherecci della marineria, almeno una quindicina di altura per la grande pesca, hanno aderito allo sciopero per protestare contro il caro gasolio.

A Livorno i pescatori lamentano costi di gasolio triplicati quasi in un anno e determinano costi insostenibili non solo per il mantenimento stesso della pesca ma soprattutto per il mantenimento di imbarcazioni ed equipaggi.

Il governo tenta il tutto per tutto per disinnescare la miccia che potrebbe portare ad una nuova paralisi di questo importante settore dell’agroalimentare e che farà mancare il pesce fresco sui banchi di mercati e supermercati. Il sottosegretario al Mipaaf, con delega alla pesca Francesco Battistoni ha deciso infatti di incontrare già domani le associazioni più rappresentative delle marinerie, anticipando un incontro che si sarebbe dovuto tenere giovedì prossimo il 10 marzo.

Allo sciopero hanno aderito l’80% delle marinerie, In particolare sono i pescherecci che svolgono la pesca a strascico a essere maggiormente penalizzati dall’aumento dei prezzi proprio perché hanno consumi maggiori rispetto ad altre imbarcazioni ma il problema riguarda tutti i pescherecci italiani dal Tirreno, allo Ionio, all’Adriatico.

“Un motopeschereccio medio di 20 metri brucia 4.000 litri di gasolio a settimana e con il prezzo arrivato a 1 euro sono 4.000 euro di gasolio a settimana, 16 mila euro al mese con prezzi pagati ai pescatori troppo bassi”. A fare i conti è Giuseppe Micucci, responsabile di Federagripesca Marche che segnala: “se il governo non ci sostiene questa attività produttiva si ferma”. “Il gasolio ha raggiunto livelli insostenibili, al punto che un peschereccio se esce in mare non riesce a guadagnare perché i ricavi coprono a malapena i costi” ribadisce Gilberto Ferrari, direttore pesca di Confcooperative.

Diretta conseguenza dello sciopero dei pescatori dall’Adriatico al Tirreno sarà la mancanza di pesce fresco italiano nei prossimi giorni “dal pesce azzurro (alice, sardine, sgombri) al pesce bianco come merluzzo, triglie, scampi, sogliola” segnala Micucci.

“Negli ultimi tre mesi c’è stata un’impennata dei prezzi del gasolio ma in due anni i prezzi sono triplicati – spiega Lazzari. – Non riusciamo assolutamente a coprire le spese perché oltre al caro gasolio veniamo dalla pandemia e poi il Mipaaf ha emanato un decreto che ci ha limitato ancora di più le giornate di pesca”. Il prezzo del gasolio per Coldiretti Impresapesca è raddoppiato (+90%) rispetto allo scorso anno e si teme che costringendo i pescherecci italiani a tagliare le uscite questo favorisca anche le importazioni di pesce straniero.

Il settore chiederà domani al governo di “intervenire con misure che sostengano l’economia della pesca attraverso uno strumento di emergenza, magari con una norma nel Sostegni Ter”. “Le leve di intervento sono ridotte – spiega Ferrari – ma dobbiamo trovare il modo di superare questo periodo sperando che la situazione internazionale non peggiori”. Molte aspettative sono riposte nell’incontro di domani.